Cookie policy

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Comune di Castropignano (CB)

 

 

Il sito è visitabile su richiesta

Telefono (comune di Castropignano): 0874.503132

 

Il sito del castello d'Evoli era frequentato già durante l'età del bronzo, come hanno dimostrato i rinvenimenti archeologici. Rimasto in uso come punto di osservazione fortificato durante l'antichità e in epoca longobarda, il sito divenne sede di un più esteso presidio difensivo normanno nell'XI secolo, in posizione strategica per il controllo dei traffici lungo il tratturo Lucera-Castel di Sangro. Nel 1362 Giovanni d'Evoli, barone di Frosolone, ampliò e rinforzò la costruzione sul lato sud-orientale. Gli interventi operati dal nobile sulla struttura erano giustificati dal forte coinvolgimento della sua famiglia nelle attività transumanti, che rappresentavano una fonte di introiti notevole. Il coinvolgimento dei d'Evoli in questo settore economico è testimoniato dalla redazione della Prammatica De mena pecudum, scritta da Andrea d'Evoli, consigliere di Alfonso I d'Aragona, nel 1447. In questi anni la famiglia nobiliare era in controllo di un vasto territorio, che comprendeva diversi feudi del contado di Molise. Un altro corpo di fabbrica fu aggiunto da Domenico d'Evoli nel 1623 e la fortezza si trasformò progressivamente in una residenza signorile. Gli ultimi titolari del castello ne cedettero la proprietà nel 1821. L’edificio rimase abitato fino ai primi del Novecento, per poi entrare in uno stato di abbandono terminato con l'acquisizione al demanio dello Stato.

Torna all'inizio del contenuto